Nell'anno domini 1492 i sovrani Fernando di Aragona ed Isabella di Castiglia decidono che la Spagna dev'essere interamente cattolica. Decisione che ricadrà su tutti i territori appartenenti alla corona spagnola, compresa la Sicilia. Gli ebrei sono quindi costretti ad emigrare all'estero in cerca di un territorio dove poter vivere senza rinnegare la propria Fede oppure la conversione forzata al cattolicesimo o la morte.
L' Editto di Espulsione degli ebrei dai domini appartenenti alla corona di Spagna venne proclamato in Spagna il 31 Marzo 1492 ad opera dei Re Cattolici, mentre la sua proclamazione in Sicilia avvenne il 18 Giugno 1492.
L'editto in Sicilia riguarda più di 50 comunità ebraiche, una popolazione che in quel momento rappresentavano laboriose menti e braccia soprattutto nei settori del commercio col Magreb, della seta, del corallo, degli speziali, dei muratori. Non si sa per certo quanti ebrei andarono via e quanti decisero di rimanere in Sicilia.
Coloro che andarono si dispersero tra le nazioni. Alcuni di loro si diressero a Napoli, altri in Nord-Africa e nella città di Salonicco, altri ancora nelle isole del Dodecanneso, ed in Turchia. Mentre chi rimase in Sicilia ed accettò la conversione forzosa al cristianesimo, cercò segretamente di rimanere fedele alla Torah ed alla religione ebraica e di mantenere quindi, per quanto possibile, usi e tradizioni.
Purtroppo dall’editto di espulsione in poi, in Sicilia, la memoria, la cultura e le tracce della presenza giudaica sono state sistematicamente rimosse dalla coscienza della popolazione, attraverso un processo di cancellazione storica e delegittimazione culturale.
Importante, oggi è procedere ad una attività di recupero alla memoria al fine ridare voce e cittadinanza all’ebraismo, riconoscendolo come una delle componenti essenziali dell’identità collettiva delle genti di Sicilia.
Pertanto il nostro scopo è quello di promuovere lo sviluppo e la diffusione degli studi ebraici nella Regione Siciliana, con particolare riguardo alla storia degli ebrei in Sicilia ed al loro apporto alla società, all'economia e alla cultura isolana; di promuovere l’incontro tra le diverse religioni monoteiste in una prospettiva ecumenica; di contribuire, sotto il profilo culturale, alla conoscenza della spiritualità ebraica in Sicilia.

 

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